|
Ho dormito veramente bene.... oltretutto ho tenuto tutta la notte una di quelle mattonelle con dentro il ghiaccio, bendata insieme alla caviglia in modo da togliere tutta l'eventuale infiammazione derivata dallo stress della camminata! E' stato veramente un toccasana!
Sveglia un pò presto oggi, nonostante ci siano "solo" 22 chilometri da fare...ieri è stata una giornata realmente calda e sarebbe quindi meglio evitare di ritrovarsi a camminare nuovamente sotto il sole delle tre del pomeriggio... Riposata, si!...Ma appena metto i piedi a terra mi accorgo che la condizione fisica non è delle migliori...ho i polpacci realmente affaticati e una vescica sotto il tallone molto fastidiosa...la caviglia? E' l'unica parte che sta bene...
Mi preparo con tutti gli accorgimenti del caso...la solita vasillina sui piedi per lasciarli idratati e morbidi durante il Cammino, Fastum Gel attorno al malleolo per togliere l'infiammazione, due cerotti sulla vescica per evitare ulteriori sfregamenti con la calza, cavigliera per contenere i movimenti, olio di canfora per riscaldare i polpacci e infine, dopo colazione, 1 gr. di paracetamolo per alleviare i dolori! Eccomi pronta per cominciare... Javier è già sul Cammino...
I primi passi sono già più sicuri di ieri... appoggio il piede con più naturalezza e questo però mi porta più facilmente a distogliere l'attenzione sui movimenti e soprattutto sulla velocità del passo.. Mi riprometto di cercare di non distrarmi ma il paesaggio intorno a me è talmente interessante e nel contempo rilassante che il pensiero tende sempre ad allontanarsi verso altre storie e altri mondi...
L'uscita da Cadalso de los Vidrios è in discesa su strada asfaltata, alla mattina abbastanza trafficata... non c'è molto spazio per camminare e le auto quando passano, realmente ti sfiorano.. Il Cammino è ben marcato è non c'è rischio di perdersi... vi ricordo però che attualmente ma solo fino ad oggi mi trovo sul Cammino del Sureste.. La discesa risulta molto fastidiosa alla mia caviglia, nonostante cerchi di camminare lentamente.. qui mi accorgo che anche se cerco di controllare l'appoggio, un poco zoppico, provocandomi un leggero dolore all'anca e al quadricipite destro... Mi fermo più volte, sia pur per qualche secondo, a riposare..ma la discesa non sembra avere fine...
Da lontano vedo Javier...possibile che io già lo abbia raggiunto? Possibile io abbia camminato rapidamente pur tentando di controllare il passo? Intanto finalmente la strada diventa piana...
Javier è seduto a riposare all'ombra; anche lui sta risentendo di piccoli acciacchi, tra cui una leggera tendinite! Da questo momento cammineremo insieme fino alla meta..
Raggiungiamo Los Toros de Guisantes: si tratta di quattro sculture di pietra che dovrebbero rappresentare quattro tori; ci fermiamo a leggere l'iscrizione e a fare una foto.. poi ci accorgiamo che in lontananza, avanti a noi, c'è un pellegrino che sta camminando. Che sia il tedesco che abbiamo incontrato ad Escalona? Possibile sia sul nostro stesso cammino? Beh, se è lui, di certo lo vedremo a Cebreros!
Il Cammino continua tranquillo, io sempre abbastanza impegnata a controllare la mia camminata fino a quando ci troviamo ad attraversare un Carrettera importante, molto trafficata...da qui la strada si trasforma in sterrato e poi in sentiero attraversando prima una boscaglia ricca di bellissimi fiori e poi una Canada, dal terreno ahimè molto difficile e tortuoso a causa della molta acqua presente.. a tratti il sentiero non era nemmeno riconoscibile a causa dell'erba alta e del fango! Una vera sofferenza per la mia caviglia..il terreno instabile e disequilibrato ha realmente messo alla prova la mia condizione sia fisica che mentale!
Sono le 12:00 quando decidiamo di fermarci per una pausa.. tirate via le scarpe e le calze ci godiamo l'ombra per qualche minuto commentando il difficile tratto appena percorso e approfittando per mangiare qualcosa! Alla nostra destra, in lontananza già si vede Cebreros...
La strada continua ben delineata e marcata in discesa verso il fiume Alberche, lo stesso fiume di Escalona... dopo circa un paio di chilometri ecco che ci troviamo a passarlo sul Puente del Valsordo, un esempio ben conservato di ponte romano.. ormai non manca molto... gli ultimi chilometri passano tra una chiacchiera e l'altra fino a ritrovarci ai piedi dell'ultima salita prima di entrare in Cebreros! Certo che dopo aver già fatto più di 20 Km, l'ultima cosa che speri di trovare è proprio un salitone come questo... io adoro le salite, ma in questo caso, con la caviglia affaticata e i polpacci doloranti, avrei sicuramente fatto a meno!
L'ultima parte della salita è su una antica via romana, alla fine della quale si erge una grande colonna, sempre di origine romana...
Javier chiama la Polizia locale per avere informazioni sull'Albergue; ci dicono che c'è un locale adibito all'accoglienza dei pellegrini ma che prima dobbiamo passare da loro per avere le chiavi...
L'Albergue, se così lo possiamo chiamare, è un piccolo spogliatoio di un vecchio campo sportivo, sporco e privo di letti o di materassi.. il poliziotto ci dice che se vogliamo possiamo dormire per terra; ci spiega inoltre che prima l'Albergue si trovava nel Polisportivo ma che in seguito a dei problemi con alcuni pellegrini, a suo dire, è stato deciso di non dar più accoglienza e di adibire quest'altro spazio, che però offre solo un tetto e i servizi igienici, null'altro!
Beh, avendo lasciato ad Escalona il mio materassino per il sacco a pelo, non me la sento di dormire a terra sul duro e a contatto con l'umidità... è vero che sono una pellegrina, ma per camminare devo anche riuscire a riposare abbastanza bene e svegliarmi con meno dolori possibili...
Provo a chiamare il parroco, che mi offre lo stesso trattamento...il pavimento con sopra un tetto!
Ok, alla fine conveniamo che è meglio recarci in un hostal... ne troviamo uno molto conveniente.. camera doppia, molto grande e molto pulita, colazione inclusa per 20 euro a testa! Allo stesso prezzo, più indietro nel Cammino ho trovato di peggio!
Ed eccomi qui, quindi, un pò tutta dolorante... con la caviglia avvolta in un sacchetto pieno di ghiaccio che gentilmente il proprietario dell'hostal mi ha procurato!
Sono però contenta perchè nonostante il terreno pesante, la caviglia non si è gonfiata e ha retto bene a tutte le sollecitazioni! Quindi...avanti!
Ma ..... il pellegrino tedesco? Dubito che si sia accontentato del pavimento....chissà se lo incontreremo in serata! |