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Ore 7:30 Ho fatto veramente una bella dormita! Per la prima volta mi sono alzata senza nemmeno un dolore nè alle gambe nè ai piedi. Lentamente la vescica alla base del pollice sta guarendo, anche se nel frattempo ne stanno uscendo delle altre sotto le piante dei piedi....ma non mi stanno dando fastidio.
Oggi la tappa è tranquilla: 17,5 Km per arrivare in Albacete; dovendomi però avvicinare ad una città di medie dimensioni, capoluogo di provincia, non mi aspetto di trovare ambienti molto gradevoli! Ricordo l'arrivo a Burgos e a Leon sul Cammino Francese...abbastanza schoccanti, in mezzo a quartieri industriali e sporche periferie!
Dopo una veloce colazione a base di yogurt, banana e una barretta di cereali, eccomi in Cammino con Guido: sono le 8:30. Avendo ben studiato la mappa, decidiamo di non seguire la prima parte del Cammino segnalato ma di accorciarlo, per ritornare a seguire le frecce a circa metà della tappa. Perchè? Semplicemente perchè seguendo le frecce dall'inizio si allunga di circa tre chilometri e ciò solamente per evitare di passare vicino al poligono industriale...
Prendiamo quindi l'autostrada, camminando ben vicini al gardrail ed usciamo dopo un chilometro per ritrovarci su una strada provinciale che porta alla suddetta area industriale, superata la quale prendiamo sulla sinistra una stradina sterrata che costeggia i vari capannoni. Non rimaniamo sorpresi vedendo una freccia gialla mezza cancellata sul gardrail di questa strada provinciale. Sicuramente prima che costruissero il poligono industriale, il Cammino passava di qui! Quindi, con la coscienza a posto, continuamo a camminare... La situazione oggi non lascia spazio a pensieri profondi o esistenziali... L'aria pesante che si percepisce non concilia la meditazione.. si pensa solo a camminare e ad arrivare per concedersi un altro pomeriggio di relax.
Il cammino è praticamente tutto dritto: Albacete già si vedeva da lontano quando siamo partiti! Le tre ore che ci separavano dalla partenza passano tra una chiacchiera e l'altra...racconti di viaggio, esperienze di altri cammini..questi i nostri argomenti! Intorno a noi campi poco curati e sulla sinistra l'autostrada e la ferrovia.
L'arrivo ad Albacete è pessimo... entriamo attraversando un quartiere in apparenza molto povero e sporco. Il mio primo commento parlando con Guido è stato: "Mi sembra di essere in una favela di Rio de Janeiro!" Si, questo il commento più idoneo per darvi un'idea... poi però addentrandoci nel cuore di questo Barrio il mio secondo commento è stato: " No, questa non è Rio, questo sembra uno di quei quartieri periferici di Buenos Aires!".. Musica latina a tutto volume, una marea di persone malvestite, alcune senza scarpe, bambini sporchi che giocavano in strada... pattumiera ovunque! Sinceramente, ho avuto paura a passare li in mezzo...tutti ci fissavano come se fossimo degli intrusi... alcuni sembravano ubriachi, altri alquanto strani... Sono una persona che solitamente non bada alle apparenze e non ha pregiudizi, ma questa volta, la prima e unica cosa a cui ho pensato è stata andarmene via il più velocemente possibile da li! Più tardi ho commentato a Guido: "Se fossi passata di li da sola, non lo so..."
Forse a causa di questa esperienza, non sono molto invogliata a visitare la città.. Arrivati all'hostal, scarichiamo subito gli zaini e ci dirigiamo verso la Cattedrale per ottenere il "sello". Ci accoglie con molta gentilezza il parroco che ci dice che quest'anno stanno passando molti pellegrini rispetto al solito. Solo ieri ne sono passati quattro! Albacete è il punto di incrocio di tanti cammini: oltre al Camino de Levante, qui passano il Camino del Sudeste che inizia ad Alicante e il Cammino del Quijote.
Dopo una breve visita al centro storico e una sosta per una tapas decido di ritornare all'hostal mentre Guido continua il suo tour.
Sono qui adesso che sto valutando cosa fare domani... La tappa prevista è di 39 Km..tanti, troppi.. Guido ha deciso che andrà col treno o con l'autobus a La Gineta (i primi 18 km) e continuerà a piedi fino a La Roda...
L'idea di dover uscire da questa città da sola e magari incontrare una situazione simile all'ingresso di oggi, non mi piace per nulla e comunque 39 Km da sola non riuscirei a farli! So che a La Gineta c'è un albergue municipal nel polispostivo solo che non sono riuscita a contattare l'Ayuntamiento a causa delle festività e quindi nemmeno saprei dove andare a chiedere le chiavi e oltretutto non mi risultano esserci hostal...
Che faccio? Non lo so proprio... prendere un mezzo, anche se per pochi chilometri, mi sembra come "tradire" il Cammino! D'altra parte non me la sento proprio di fare questa parte da sola... il mio istinto mi dice di seguire la soluzione di Guido! ..e il mio istinto non mi ha mai tradito! Adesso ci penso!
Un abbraccio a tutti
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