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Sono realmente ditrutta!... Ho avuto un tal mal di piedi e una tal stacchezza solamente alla seconda tappa quando avevo avuto quel problema con la vescica, oltre ai piedi gonfi... Qui però non si è trattato di vesciche ma proprio sovraffaticamento... 36 Km con quasi trenta grandi e i piedi imprecando pietà chiusi negli scarponcini! Che dire!...quando sono arrivata li ho subito messi sotto l'acqua gelida, ma nonostante tutto sono ancora qui, seduta sul letto che spero che mi passi il dolore!
Oltretutto tappa abbastanza noiosa a livello paesaggistico... è vero che siamo qui per camminare e non per fare turismo, che camminiamo ognuno per un motivo importante e non per fare fotografie al paesaggio, però... non è detto che tutti i giorni siamo predisposti alla meditazione piuttosto che alla ricerca di noi stessi! E oggi certo il paesaggio non ha per nulla aiutato... queste sono quelle che io chiamo "le tappe difficili"..cioè quelle senza stimoli! Sono difficili psicologicamente, non fisicamente... per affrontarle bisogna imparare a mettersi il cuore in pace, lasciare la guida o gli appunti nello zaino consultandoli solo in caso di necessità e, se possibile, camminare in compagnia...questo è esattamente quello che ho fatto!
Stamattina abbiamo cominciato presto, io e Javier...oggi per lui è l'ultimo giorno di Cammino, e tornerà a casa dalla sua famiglia, prima di riprendere a lavorare..
Io mi sento abbastanza riposata ma come tutte le mattine la caviglia fa fatica a prendere il ritmo; mentre faccio i primi passi spero che l'antidolorifico che ho preso faccia in fretta rapidamente!
Usciamo da Arevalo attraversando un bel ponte di origine romana e lasciando il castello alla nostra destra, mentre il sole lo avvolge con la prima luce dell'alba...non resisto e prendo nel marsupio la macchina fotografica per immortalare il momento...
Javier lo vedo un pò pensieroso, ma evito di infastidirlo aspettando che sia lui a parlare e infatti poco dopo mi confessa che è dispiaciuto di lasciare il Cammino, proprio ora che si stava abituando e che stava prendendo il ritmo, ma aggiunge anche che è molto felice di rivedere la moglie e i suoi due figli, in quanto già manca da casa da due settimane... Il mio pensiero vola immediatamente a casa, alla mia amata madre e al mio caro fratellino, adesso sono loro la mia famiglia... l'amore che provo per loro è immenso.. se solo potessi dividermi in due...dentro di me sono molto combattutta: vorrei stare con loro, sempre.. ma nel contempo ho questa esigenza insaziabile di movimento e di conoscenza che mi porta ad allontanarmi appena ne ho l'occasione! Io la capisco bene mia madre, che si preoccupa... sono sempre in giro, senza un lavoro fisso, in cerca nemmeno io ben so di cosa... sento dentro di me un desiderio incontrollabile di vedere, conoscere, sentire, percepire tutto ciò che mi è possibile, sperimentare, imparare a conoscere i miei limiti, la mia forza, imparare a conoscermi.... e non so perchè quello che già ho e che già so non mi basta mai!
Ed eccoci subito con un problema...i soliti lavori in corso! Probabilmente stanno ampliando il poligono industriastriale, ed ovviamente chi ne fa le spese è il povero pellegrino sopratutto quando si trova in mano una guida, come quella che ho io, che puntualmente indica sulle mappe il percorso sbagliato.. e infatti sbagliamo! O meglio, prendiamo la giusta direzione ma per un altra strada.. una parallela che però non è segnalata da freccie! Attraversiamo prima una piccola pineta, raggiungiamo poi un paesino semideserto, Tornadizos de Arevalo, per poi continuare sempre su strada sterrata verso Palacios de Goda dove finalmente ritroviamo le frecce gialle. Sono passate quasi due ore..due ore in cui, se pur camminando a pochi metri di distanza, io e Javier non ci siamo quasi mai parlati.. Proprio oggi che invece io, stranamente, ho voglia di condividere la tappa con qualcuno. Perchè non ho cercato di coinvolgerlo? Perchè non volevo disturbarlo, perchè so che è molto introverso, magari oggi che è il suo ultimo giorno voleva approfittare al massimo per stare con se stesso, pensando o meditando... non so...
A Palacios cerchiamo un bar per fare colazione; io sono praticamente a digiuno e già sento i primi sentori di fame! Purtroppo tutto chiuso! Siamo costretti ad andare avanti... la strada è tutta sotto il sole, il cielo è limpidissimo e non si vedono nubi all'orizzonte.. ci spetta una lunga e torrida tappa...
Passa un'ora, Javier sempre camminando qualche metro davanti a me, arriviamo ad una rotonda..alla nostra sinistra, al di la dell'autostrada, deviando di due o trecento metri dal Cammino, si trova Ataquines, un piccolo pueblo dove sicuramente potremo trovare qualcora da mangiare...ma ecco la sorpresa! Javier dice che preferisce continuare, per arrivare il più presto possibile a Medina del Campo e prendere il primo treno che trova per Madrid! Devo essere sincera: mi sono rattristata! Speravo di camminare insieme lui fino alla fine della giornata e invece... eccoci al momento dell'addio... è sempre molto triste salutarsi, almeno per me, dopo che si ha condiviso, se pur per qualche giorno, un'esperienza così forte come lo è il Cammino di Santiago.. e lo è ancora di più quando il saluto avviene in un momento in cui non te lo aspetti! Una stretta di mano e un bacio sulla guancia e solo questa frase: "Sono stato felice di conoscerti: chissà che ci si riveda!" Gli ho sorriso, poi ha ripreso il Cammino...
"Anche io sono felice di averti conosciuto" - ho pensato, mentre nella testa mi passavano le immagini dei momenti divertenti trascorsi insieme...Javier era stato un compagno di viaggio molto simpatico, sempre rispettoso e sempre pronto ad aiutarmi quando mi trovavo in difficoltà...è stato un pò il "bastone" d'appoggio della mia caviglia infortunata e dei miei momenti difficili, ascoltandomi quando parlavo di mio padre...mi mancherà la sua compagnia...
La mia pausa in Ataquines è durata circa una mezz'ora, seduta su una panchina in un giardinetto mentre mi assaporavo un succo di frutta e due yogurt alla fragola... Riprendo quindi il Cammino con un pò di malinconia chiedendomi per quanto tempo ancora, a partire da adesso, avrei camminato sola...oggi realmente ho la testa stanca, e non riesco a pensare lucidamente come faccio di solito.. non ho voglia di pensare a nulla...e per di più sono già un pò stanca e cominciano a farmi male i piedi... intorno a me sempre lo stesso paesaggio...campi di frumenti... e nemmeno un albero a fare un pò d'ombra!
Arrivo a San Vicente del Palacio... Medina del Campo si vede in lontanza, mancano ancora 12 chilometri: qui una signora mi indica il Cammino e mi timbra la credenziale...poi, voltandomi ecco un'altra sorpresa...di nuovo Javier! "Credevi di esserti liberata di me!" - mi dice sorridendo... e poi mi spiega di essersi fermato al bar a bere una birra e a riposarsi...
Con mia gioia, riprendiamo insieme il Cammino tra campi di frumento e piccole pinete...ormai è già passato mezzogiorno è il caldo realmente comincia a disturbare... Siamo costretti a fermarci dopo un'ora, sotto un pino, con i piedi doloranti e che bruciano per il calore! mi sento molto stanca e affaticata, e oltretutto ha cominciato a farmi male un tendine sopra il malleolo della caviglia infortunata... Mi tolgo le scarpe e metto i piedi all'aria sperando di raffreddarli un pò... Per un momento credo anche di essermi appisolata..
Non manca molto, solo 5 chilometri.. che però semprano non finire mai! Ormai camminiamo molto lentamente, io sono rimasta anche senza acqua ed ho una sete tremenda... vado avanti per inerzia perchè se mi fermo un'altra volta sono certa che non riuscirei a continuare.. Javier è talmente a pezzi che nemmeno mi risponde quando gli parlo.. non penso ad altro che ad arrivare, il prima possibile e trovare un posto per riposarmi.
Purtroppo, ci siamo già informati, non ci sono albergue per pellegrini e quindi dovrò trovarmi per l'ennesima volta un hostal, sperando di non spendere troppo!
Finalmente alle 15 entriamo a Medina del Campo e ci dirigiamo verso la Plaza Mayor. Troppo tardi: tutto chiuso, sia l'Ayuntamiento che l'Officina del Turismo. Dopo esseri un attimo riposati, decido di accompagnare Javier a verificare gli orari degli autobus, cosa che però si rivela poco fruttuosa in quanto l'autobus per Madrid solo passa la mattina... ritorniamo, sempre più stanchi alla Plaza Mayor...consiglio a Javier di chiamare la stazione per farsi dire gli orari e poi valutare il da farsi....
Alla fine....eccoci di nuovo a passare il tardo pomeriggio davanti ad una birra a scambiarci le impressioni su come abbiamo vissuto questa esperienza.... Javier prenderà il treno domattina presto... |